Imposta di registro agevolata per le imprese di costruzione

Forniti chiarimenti in merito all’applicazione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare (Agenzia Entrate – risposta 18 settembre 2020, n. 384).

Fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, anche nel caso di operazioni esenti da Iva, che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente, ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, o eseguano, sui medesimi fabbricati, interventi di manutenzione straordinaria, interventi di restauro e di risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia, in entrambi i casi conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica NZEB, A o B, e procedano alla successiva alienazione degli stessi, anche se suddivisi in più unità immobiliari qualora l’alienazione riguardi almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato, si applicano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna.

Nel caso in cui le condizioni non siano adempiute nel termine ivi previsto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sanzione pari al 30% delle stesse imposte.

La descritta disposizione agevolativa non prescrive per l’acquisto dell'”intero fabbricato” la redazione di un unico atto, né impone, quando il fabbricato è composto da più unità immobiliari, la redazione dell’atto di compravendita delle unità che compongono l’intero fabbricato in un unico contesto.

Pertanto, si può anche procedere alla stipula dei due atti integrativi da registrare assolvendo l’imposta di registro in misura fissa e, contestualmente, effettuare il versamento integrativo dell’ammontare delle imposte ipotecaria e catastale, assolte in relazione precedenti atti di compravendita nella misura di euro 50 ciascuna, per adeguarlo all’importo dovuto in misura fissa di euro 200 per ciascuna imposta e per ciascun atto di compravendita.

Lo studio sulla disciplina delle STP dei Commercialisti

Rendere le Società tra professionisti (STP) un modello più e meglio utilizzabile, superandone gli evidenti limiti emersi sin dal momento della loro istituzione. È questo l’obiettivo delle proposte migliorative della normativa contenute nel documento “La disciplina delle società tra professionisti: aspetti civilistici, tributari e previdenziali” messo a punto dal Consiglio e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (CNDCEC – Comunicato 21 settembre 2020).

Muovendo dal principio per cui la STP svolge un’attività professionale e non attività di impresa, i commercialisti propongono di intervenire prevedendo una gestione della società riservata unicamente a soci professionisti e un riconoscimento ai soci professionisti di STP del privilegio per i crediti professionali. Tra le proposte della categoria anche l’esclusione della STP dall’ambito applicativo della legge fallimentare e l’attrazione alla disciplina delle crisi da sovraindebitamento. In ambito fiscale la principale richiesta è quella di mettere a punto una norma di interpretazione autentica sulla neutralità fiscale delle operazioni di conferimento, apporto, trasformazione e fusione di studi individuali, associati e società semplici in STP e delle operazioni inverse.

Conciliazione giudiziale: sulle somme dovute si applica l’Iva

Le somme dovute in esito all’adesione ad una conciliazione giudiziale, senza alcuna ammissione di responsabilità, al solo fine di chiudere bonariamente la controversia riguardante presunti danni cagionati ad un immobile condotto in locazione di proprietà di una società privata, devono ritenersi soggette ad Iva, con aliquota ordinaria (Agenzia delle Entrate – Risposta 22 settembre 2020, n. 386)

IL CASO

Nell’ambito di un contenzioso relativo a presunti danni cagionati ad un immobile di proprietà di una società privata, condotto in locazione, il giudice civile formula proposta di conciliazione attraverso la quale il convenuto si obbliga a corrispondere alla società una somma al solo fine di chiudere bonariamente la vicenda e senza alcuna ammissione di responsabilità.
Il dubbio riguarda il trattamento fiscale cui assoggettare le somme dovute in esito alla conclusione della conciliazione giudiziale ed in particolare se per esse sia dovuta l’Iva o l’imposta di registro.

IL PARERE DEL FISCO

Le disposizioni in materia di imposta di registro stabiliscono il principio di alternatività Iva-registro, in base al quale:
– per gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’imposta si applica in misura fissa;
– gli atti non sono soggetti all’imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti all’imposta sul valor aggiunto.
Per stabilire il corretto trattamento fiscale delle somme corrisposte in adesione alla conciliazione giudiziale, occorre prioritariamente stabilire la sussistenza o meno dei presupposti ai fini Iva.
In particolare, per quanto concerne il presupposto oggettivo, “costituiscono prestazioni di servizi quelle verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in genere da obbligazioni di fare, di non fare e di permettere quale ne sia la fonte”.
La base imponibile delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, ai fini IVA, è costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore, secondo le condizioni contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente, aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti.
Invece, sono escluse dalla base imponibile Iva, tra l’altro, le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate. Si tratta di operazioni inquadrabili nell’ambito del contratto di mandato con rappresentanza, in forza del quale le somme anticipate dal mandatario nei confronti di terzi e poi rimborsate specificamente dal mandante ovvero le somme anticipate dal mandante al mandatario come “provvista fondi” sono escluse dalla base imponibile Iva e, quindi, sono fuori dal campo di applicazione dell’imposta, a condizione che risultino regolarmente documentate da idonea fattura emessa da un terzo ed intestata direttamente al mandante.
Nel caso in esame, la controversia si riferisce a pretesi danni cagionati ad un immobile di proprietà di una società e condotto in locazione, ed il convenuto ha accettato di corrispondere le somme aderendo, senza alcuna ammissione di responsabilità, al solo fine di chiudere bonariamente la vicenda, ad una proposta di conciliazione formulata dal giudice civile,ai sensi dell’articolo 185-bis del c.p.c..
La fattispecie, dunque, non è riconducibile tra le operazioni inquadrabili nell’ambito del contratto di mandato con rappresentanza. Di conseguenza, le somme corrisposte non possono ritenersi dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, per le quali è riconosciuta l’esclusione dalla base imponibile Iva.
Tali somme si configurano, più propriamente come rimborso di spese di ripristino per inadempienza contrattuale. D’altra parte, per effetto della conciliazione giudiziale, parte attrice rinuncia ad ogni altra pretesa fondata sull’inadempimento del contratto di locazione, e tale rinuncia è risolutivamente condizionata al corretto e tempestivo adempimento della conciliazione.
In altri termini, il nesso diretto tra l’impegno di rinuncia assunto dalla società e le somme corrisposte dal convenuto, integra il sinallagma tra la prestazione di servizi e la somma di denaro che costituisce il presupposto oggettivo di applicazione dell’IVA.
In conclusione, le somme dovute sulla base della conciliazione intervenuta tra le parti devono ritenersi soggette ad Iva, con applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria (22%).

Isi Agricoltura 2019/2020: il 24 settembre si chiude la procedura informatica

La domanda per partecipare al bando Isi Agricoltura 2019/2020 deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica, con upload/caricamento della documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali. La procedura informatica per la compilazione si chiude il 24 settembre 2020. Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il soggetto destinatario sia in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online Inail. Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail almeno 2 giorni lavorativi prima della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.

Con l’Avviso pubblico Isi Agricoltura 2019-2020 l’Inail finanzia investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro in attuazione dell’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 attraverso la pubblicazione di singoli Avvisi pubblici regionali/provinciali ed in conformità all’articolo 11, comma 5 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 e successive modifiche ed integrazioni.
L’Avviso pubblico ha l’obiettivo di incentivare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Sono destinatari dei finanziamenti le microimprese e le piccole imprese, di cui all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, come definita dall’art. 2, punto (5) del medesimo Regolamento (UE), come individuati dalla legge n. 208/2015.
Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.
Il bando è suddiviso in budget regionali e ripartito in due sub-assi di finanziamento: il primo, pari a 53 milioni di euro, destinato alla generalità delle micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli; il secondo, di 12 milioni di euro, è riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica e con upload/caricamento della documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.
Sul portale Inail – nella sezione ACCEDI AI SERVIZI ONLINE – le imprese hanno a disposizione una procedura informatica che consente, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali.
La domanda compilata e registrata, esclusivamente, in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello telematico per l’acquisizione dell’ordine cronologico.
Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line di upload/caricamento della documentazione, come specificato negli Avvisi regionali/provinciali. Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata all’Avviso Isi Agricoltura 2019-2020.
La procedura informatica per la compilazione delle domande si chiude il 24 settembre 2020. Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il soggetto destinatario sia in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online Inail. Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail almeno 2 giorni lavorativi prima della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.

Premio di risultato 2020 per il Credito Cooperativo

Siglato a fine luglio, tra la FEDERCASSE e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la SINCRA UGL CREDITO, la UILCA, l’accordo sul premio di risultato 2020 per i Quadri Direttivi ed il personale delle Aree Professionali delle BCC-CRA.

Le Parti si sono confrontate sulla disciplina di cui all’art. 1, commi da 182 a 190, legge n. 208 del 2015 in materia di detassazione dei Premi di produttività con specifico riferimento alla disciplina stabilita dal CCNL delle BCC CRA rispetto all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10 per cento in luogo dell’Irpef e delle relative addizionali, entro i limiti economici fissati dalla stessa disciplina.
Dopo ampio confronto, le Parti, convengono quanto segue:
Con riferimento alle disposizioni di contrattazione nazionale che disciplinano l’erogazione del Premio di risultato, le Parti confermano l’applicazione, per l’erogazione del Premio di risultato 2020 (bilanci 2019), delle disposizioni di cui al CCNL 9/1/2019 per i Quadri Direttivi ed il personale delle Aree Professionali delle BCC-CRA che disciplinano detto Premio per l’anno 2019.